sabato 8 dicembre 2007

Italian gigolò

Pioveva. Ma non era la solita pioggerella fine e fitta in stile britannico, era piuttosto una gigante scrosciata d'acqua che si era abbattuta per tutta la città di Londra per più di otto ore consecutive. Erano le otto e mezza di sera quando lei entrò nel ristorante in attesa di lui: i camerieri la invitarono a sederi. Lui, Gabriel, era come sempre in ritardo imbottigliato nel forte traffico a causa della pioggia. Gabriel ero un melting pot di etnie: mamma Venezuelana sposata con padre Italiano, anche se i suoi nonni di parte materna erano originari del Brasile. Vita vissuato in America, nel paese delle opportunità, ogni tanto si faceva qualche vacanza a lungo termine nel Sud dell'Italia. Lui comunque, per la sua bellezza virile, nonstante tutto si sentiva di nazionalità Italiana e aveva acquisito anche un po' di accento del meridione. Non era un persona molto colta, ma ovviamente masticava varie lingue; non per cultura...piuttosto per semplice bisogno. Aveva fatto tutti i mestieri più disparati senza mai applicarsi e adesso, dopo essere arrivato a Londra da non più di tre mesi in cerca di uno slancio vitale, pensava di aver trovato lo scopo della sua vita, di aver fatto centro.

Arrivò finalmente al ristorante di Tito in Picadilly Circus, uno dei più in della zona. In tasca non aveva molti soldi e sfortuntamente si era dimenticato la carta di credito nel suo appartamento, ma non se ne preoccupò; sapeva che avrebbe sistemato tutto lei. Guardò l'orologio. Segnava le 8.50 ed era in ritardo di una ventina di minuti, per questo motivo forse era molto in ansia, mentre la pioggia si infrangeva sul suo impermeabile e lenta scivolava via. Non appena entrò però nel ristorante, dopo essersi fatto indicare il tavolo dal camerire, anche la sua ansia scivolò via e tutto nella sua mente gli apparve più chiaro, più lineare. Il motivo per qui lui era lì non lo sconvolgeva più di tanto come i pensieri che lo avevano assalito in taxi. Fu un cambiamento repentino quanto inspiegabile, come si suol dire un fulimne a ciel sereno, che, plasmò la sua ansia in voglia di giocare, di mettersi alla prova..
Si sedette al tavolo e per niente intimidito si presentò. Lei fu molto entusiasta della sua conoscenza e della sua scelta. I due si conobbero meglio con frasi di circostanza, ognuno raccontando un po' la propria storia di vita; l'uno si divertiva, l'altra invece si arrossiva spesso. Fu così che dopo aver rotto il ghiaccio inizirano subito ad ordinare, sbirciando nel menu. Lei gli consigliò un menu molto particolare e gli disse che glielo avrebbe offerto volentieri: ostriche crude e champagne come aperitivo, linguine all'astiche speziate con bacche indiane e infine cernia al cartoccio affogata in frutti di mare e gamberi. Gabriel non era una buona forchetta per quanto riguarda il pesce, ma nemmeno uno che si poteva fare molti problemi. Così per non sembrare scortese, accettò molto volentieri.
La cena si protrasse per molto in là fino quasi a chiusura; i due stavano ancora ridendo nell'atmosfera soffusa del locale, dove erano rimaste poche persone. Gabriel stava facendo ridere di gusto e divertire la sua lei, raccontandole le sue "esperienze" da adolescente in Venezuela, nella terra materna. E' inutile dire che tutti questi pettegolezzi che stuzzicavano la mente di lei erano rinfocolati da un paio di bottiglie di vino bianco, che i due avevano sorseggiato, lentamente, per tutta la serata.
Alla fine lei abbastanza insistentemente decise che era venuto il momento di "andare", perchè si era fatto tardi con la scusa che il giorno dopo avrebbe avuto una riunione di lavoro. Sistemò tutto lei: saldò il conto con la sua carta di credito, salutò il proprietario del risotrante, prese Gabriel per una mano e si diresse fuori, verso il primo taxi libero.

La pioggia aveva smesso di irrompere in maniera violenta e si era trasformata nella tipica pioggerellina Inglese. Gabriel una volta entrato nel taxi capì che era arrivato il momento...non appena lei finì di parlare con l'autista al fine di spiegare la strada verso la sua villetta, Gabriel, mentre la strinse forte a se, appoggiò dolcemente le proprie labbra carnose contro quelle di lei, che sogghignò piano piano in un sorriso di soddisfazione... intanto nella pioggia fitta fitta il taxi se ne andò dirigendosi verso Warwick Way.

Nessun commento: